Stefano Contente, nato ad Agropoli il 21 Aprile 1975, cresciuto a Vatolla da sempre ricercatore ed amante della sua terra natia. Da adolescente matura l’interesse e una spiccata sensibilità per la lettura e per la scrittura, una ricerca costante nella tradizione dialettale, accompagnata da un interesse ed un attaccamento genuino alla storia del Cilento, a partire dalle pratiche più semplici che lo caratterizzano dalla cultura sociale alla tradizione di carattere storico-linguistico. Inizia a scrivere poesie in lingua e dialetto, sia per assecondare questa sua continua ricerca sul dialetto come conoscenza della terra Cilento, sia come ricerca interiore, conoscenza di sé in triplice prospettiva. In effetti le tre raccolte di poesie dell’autore, Scripta Manent pubblicata nel 2005, Orlamari nel 2012 e Come Pietre  nel 2016, a cura della Pubblisfera Edizioni, evidenziano tre aspetti consueti della scrittura del poeta: l’espressione introspettiva, ci sono poesie che riguardano l’animo del poeta e ne riflettono i sentimenti suscitati dalla realtà prospettiva, esterna, quella espressa in altre poesie che interessano la visione circostante della terra in cui vive: il Cilento, e, riguardo ad esso, troviamo in altri versi l’aspetto retrospettivo , quello rivolto al passato di questo territorio, un escursus tra passato e presente, tra attualità e tempi andati marcati dalla ricerca del poeta della parola dialettale, soprattutto quella ormai in disuso. In particolare la memoria gioca un ruolo fondamentale nell’animo di Stefano Contente, la memoria materiale ed immateriale, cioè racchiusa nella parola, e come si evince dalla sua ultima raccolta, il simbolo della “pietra” racchiude in sé questo duplice significato: le pietre di un muro a secco nell’immaginario del poeta come uno spaccato sociale solidale e compatto, la pietra portatrice di memoria storica per la sua resistenza nel tempo, proprio come la parola tramandata, soprattutto quella dialettale. Le parole dialettali come le pietre di un muro a secco della nostra meravigliosa terra Cilento: resistenti e preziosi bagagli di memoria storica che percorrono stagioni, profumi e colori tradotti in immagini poetiche.

Per info: stefano.contente@gmail.com

Bibliografia:

“Sa d’antico l’aria che qui si respira,

come d’antico son colorate le pietre,

testimoni del tempo.

Parla alle pietre ed esse parleranno a te.”

 

 

 

 

“Orlamari,

punto d’incontro tra cielo,

terra e mare…

il più bel dipinto con la firma di Dio.”

 

 

 

“…Ngoppa a nu cuozzo te truovi,

uardi u’ mari arréto Tresino e te cummòglia i’ spalli a’ Stella.

Tieni mill’anni e tti ppuorti bbuoni,

respiri l’aria bbona,

u’ddicìa puro Vico,

e mangi uoglio e fico…”