Storia

 

Convento di S. Maria della Pietà 

(Cenni storici)

La costruzione del Convento, come risulta dalla cronaca di padre Bonaventura di Atina, fu iniziata nel 1619, sotto i feudatari Giovan matteo e Giacomo Griso. Prima di darsi a' nostri Fr.i questo luogo, v'era stata una cappella tant'antica ch'erano cadute tutte le muraglie, fuor che uno solo, ove era dipinta un Imagine della SS.ma Vergine detta della Pietà,alla quale haveano grandidd.ma devotione, non solo gl'habitatori di Vatolla, ma anco i convicini. Il che fu occasione di fundare qui e non altrove il nostro convento. [...]

L'edificazione del convento richiese tempo e denaro, ma diversi furono i donativi della popolazione locale e forastiera.

Il monastero, che tanta parte ebbe nella vita economica e sociale del paese, fu fiorente fino al 1805, cioè quando il Regno di Napoli passò dai Borboni ai napoleonidi, i quali ritennero di imporre, con la nuova struttura politica anche un diverso ordinamento amministrativo e sociale.

Con il R.D. del 13/02/1807 il governo stabilisce che: "gli ordini religiosi sono diventati meno utili che nei tempi passati" e dalle varie corrispondenze intercorse tra le autorità centrali e periferiche, si mette in risalto che mentre il clero secolare è fedele al sovrano, gli ordini religiosi, per il loro carattere "non nazionale" sono poco attaccati alla Patria. Con la circolare del 28 maggio del 1811 si passa all'applicazione del Decreto del 1807, e con questa si considerano tutti i Conventi da sopprimere, compreso quello di Vatolla.

Il duca Tommaso Vargas per scongiurare l'abolizione inviò, il 4 giugno 1811, all'Intendente cav. Mandrini una supplica: [...] ho creduto direttamente per la manutenzione di quel locale pregarvi, tanto più che in quel Comune altro non esiste che un sacerdote, il quale neppure gode la pubblica confidenza, ed i Religiosi di quel monastero colla maggiore esemplarità s'impegnano al mantenimento degli esercizi di religione, ed al soccorso e sollievo dei poveri, e corre che non ometti che si prestano ad insegnare i primi erudimenti delle terre ed animare quella gente ad una regolare coltura delle terre. Oltre a tutto ciò è stato ed è un Santuario molto venerato in quella Comaria verso una Immagine sotto il tutolo della Vergine della Pietà colà esistente; per cui per tutti tali riguardi si recherebbe un dispiacere a quelle popolazioni col dismetterlo, trovandosi eziandio capace di contenere molti individui piuchè gli altri conventi della Provincia.

Il 3 luglio dello stesso anno sembra che la supplica del Vargas abbia sortito l'effetto desiderato poichè il cav. Mandrini, incaricato della chiusura dei Conventi, avvalendosi di una clausula contenuta nella Circolare, decide che il convento di Vatolla è da conservarsi: perchè di grande utilità per la popolazione. Ma il ministro per il culto e la giustizia- Riccardi- non è dello stesso parere, poichè il decreto di chiusura è già stato firmato dal re e pertanto ordina all'intendente di attenersi agli ordini ricevuti e chiudere il Convento. Il 9 ottobre Vincenzo Galdi, incaricato della chiusura dei conventi della zona, chiude a "Martello" il convento della Pietà.

Nel 1816 ad un anno della restaurazione del governo borbonico il convento di Vatolla restava ancora chiuso, ma per le richieste del popolo e per l’interessamento del duca Vargas, il convento venne riaperto.

 

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